Di Marcello Tirrito (direttore tecnico MG ProjectEnergy Solutions Engineering, area tecnica del gruppo Pronto Casa)

Marcello Tirrito

Sin dall’Art. 30 della Legge 10/91 si iniziò a parlare di “Certificazione Energetica”, termine, però, che non trovò mai una concreta attuazione in quanto, così per come tante altre cose, in Italia vengono fatte le leggi e poi si dorme sugli strumenti operativi…i così detti Decreti Attuativi.

Dal 1991 si aspettarono 2 anni per poter avere il primo strumento di lavoro, ed infatti, nel 1993 uscì fuori il primo D.P.R. recante norme di attuazione, ma di certificazione energetica nessuna traccia.

Si dovettero ancora aspettare ben 14 anni, dal 1991 al 2005, per tornare a sentir parlare di certificazione energetica. Infatti, il quadro legislativo italiano era ancora adagiato sulla vecchia Legge 10/91.

La Comunità Europea, nel Dicembre 2002, decise di intervenire emanando la direttiva 2002/91/CE “Energy Performance Building Directive (EPBD)”, nella quale venne descritta la “ricetta” che ogni stato membro doveva applicare a livello nazionale per far fronte al problema energetico-ambientale inerente il settore edile.

 

Da quel momento inizia per noi tecnici un lungo percorso di aggiornamento a seguito di innumerevoli leggi, decreti, norme, circolari, e “chi più ne ha più ne metta” tali da far andare in confusione anche noi esperti del settore.

A far confusione nella giungla di regole, ci venne in aiuto l’Art. 17 del D.Lgs 192/2005 (Decreto di recepimento della Direttiva Europea) con il quale si autorizzavano le 20 regioni d’Italia a fare, ognuna, di testa sua.

Vi ho voluto presentare un cenno alle evoluzioni degli “strumenti”, se così si possono chiamare, in dotazione agli operatori del settore per farvi comprendere cosa tanto si cela dietro un “semplice” APE oggi ridicolizzato dai tanti improvvisati “certificatori energetici”.

Siamo arrivati alla nona edizione della telenovela e ancora oggi si fatica a trovare un ordine comune per redigere questo “benedetto” certificato che tutt’altro aveva come scopo finale nel momento in cui veniva redatto.

Si deve fare? Non si deve fare? L’Impianto c’è? …sì ma non funziona!! Però ho un climatizzatore!! Allora, aspetta che faccio “un” libretto d’impianto!! Sì, ma chi ci deve pensare? Il Conduttore? …No, il Locatore. Ma il Notaio mi ha detto che il libretto “non lo vuole”, ha già troppe carte…Boh.

Sembra una barzelletta ma così è…E la storia continua…fai una cosa, dice l’amico, collegati su internet che su “Groupon” c’è l’offerta…da Milano, con 34,00 €, ti fanno il certificato…, e il sopralluogo? Risponde l’amico!! Per quello non c’è problema, si sono attrezzati con i “droni” … — … Roba da ridere!!

Veniamo al dunque e cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

In accordo con l’Art. 6 del D.Lgs 192/05 e s. m. ed i., relativamente a quanto precedentemente “discusso”, è necessario distinguere tra:

  • a) Obbligo di dotazione o produzione dell’APE;
  • b) Obbligo di consegna dell’APE, il cui adempimento va documentato con l’inserimento in atto di apposita clausola con la quale l’acquirente o il conduttore dichiarano di aver ricevuto la documentazione;
  • c) Obbligo di allegazione dell’APE al contratto;
  • d) Obbligo di informazione dell’APE, il cui adempimento va documentato con l’inserimento nell’atto di apposita clausola con la quale l’acquirente o il conduttore dichiarano di aver ricevuto le informazioni.

 

Obblighi della certificazione secondo l’Art. 6 del D.Lgs 192 e s. m. ed i.

 

OBBLIGO DI OBBLIGO DI OBBLIGO DI OBBLIGO DI SANZIONI
DOTAZIONE O PRODUZIONE

*

CONSEGNA ALLEGAZIONE INFORMAZIONE per omessa dichiarazione o allegazione
Edifici di nuova costruzione

(comma 1)

Edifici sottoposti a ristrutturazione importante

(comma 1)

Vendita o compravendita

(comma 2)

(commi 2 e 3)

(comma 3)

(commi 2, 3 e 8)

Da 3.000 a 18.000 €

(comma 3)

Trasferimento a titolo oneroso

(comma 3)

(comma 3)

(comma 3)

Da 3.000 a 18.000 €

(comma 3)

Trasferimento a titolo gratuito

(comma 2)

(comma 2)

(comma 2)

Locazione di edifici

(comma 2)

(commi 2 e 3)

(comma 3)

(commi 2, 3 e 8)

Da 3.000 a 18.000 €

(comma 3)

Locazione di singole unità immobiliari

(comma 2)

(commi 2 e 3)

(commi 2, 3 e 8)

Da 1.000 a 4.000 €

(comma 3)

Edifici utilizzati da pubbliche amministrazioni e aperti al pubblico

(comma 6)

(commi 6 e 7)

Contratti, nuovi o rinnovati, relativi alla gestione degli impianti termici o di climatizzazione degli edifici pubblici, o nei quali figura come committente un soggetto pubblico

(comma 9)

Fonte Anit

* Secondo il comma 10 l’obbligo di dotazione viene meno ove sia già disponibile un attestato in corso di validità, rilasciato conformemente alla direttiva 2002/91/CE

** Ad eccezione delle locazioni degli edifici residenziali utilizzati meno di quattro mesi all’anno (comma 8);

*** Secondo il comma 7 per gli edifici aperti al pubblico, con superficie utile superiore a 500 m2, per i quali sia stato prodotto l’APE secondo quanto previsto ai commi 1 e 2 è fatto obbligo di affiggere con evidenza tale attestato all’ingresso dell’edificio o in altro luogo chiaramente visibile al pubblico.

Si è cercato di pragmatizzare quanto le leggi hanno reso farraginoso con lo scopo di voler dare un aiuto all’utente che non sa quando e se bisogna redigere un Attestato di Prestazione Energetica. Cosa importante, oggi ancora più di ieri, è la redazione del libretto d’impianto da parte dell’installatore ed almeno un sopralluogo da parte del tecnico certificatore. Non ci resta che dire…per i vostri APE, affidatevi a professionisti esperti e qualificati, diffidate dalle imitazioni.