Di Carmelo Cascone (SIET)

Lo scambio sul posto per il fotovoltaico, il risparmio in bolletta e la detrazione fiscale rendono l’impianto fotovoltaico in Scambio Sul Posto il miglior modo per risparmiare, abbattendo il costo della bolletta elettrica. L’ SSP fotovoltaico è la migliore soluzione per risparmiare per sempre sul costo dell’energia elettrica.

L’ SSP è un sistema di remunerazione del costo sostenuto per il prelievo dell’energia elettrica quando, attraverso un impianto fotovoltaico, otre che a prelevare energia dalla Rete Elettrica si immette nella stessa. Lo scambio sul posto viene calcolato in euro, sulla base dell’energia elettrica prodotta, immessa o prelevata, si determina il controvalore in euro dell’energia scambiata sulla base delle regole dello scambio sul posto che andremo a spiegare.

E’ bene subito precisare che chi installa un impianto fotovoltaico in scambio sul posto continua a pagare la bolletta elettrica, che grazie all’autoconsumo viene ridotta notevolmente. L’autoconsumo è quella quantità di energia elettrica che viene prodotta dall’impianto fotovoltaico e istantaneamente consumata dall’utente in Scambio sul posto. Maggiori benefici si possono ottenere abbinando all’impianto fotovoltaico un sistema di accumulo in modo da aumentare la quantità di energia autoconsumata.

 

fotovoltaico siet

 

SULLO SCAMBIO SUL POSTO

La quantità di energia che viene immessa nella rete elettrica sarà la quantità di energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico sottratta alla quantità di energia elettrica autoconsumata. L’energia elettrica immessa viene venduta e contabilizzata dal GSE, tramite lo scambio sul posto, e diviene un credito che l’utente vanta nei confronti del GSE. A questo punto si confronta il controvalore in euro dell’energia elettrica immessa e il controvalore dell’energia prelevata. Il valore minimo tra i due viene chiamato controvalore in euro dell’energia scambiata. Con questi valori il GSE ha tutti i dati per calcolare il contributo dello scambio sul posto. Esso è la SOMMA tra il controvalore dell’energia scambiata e il prodotto tra un parametro detto Cus, che moltiplicato per l’energia scambiata [Es] che è il minimo tra l’energia elettrica immessa e l’energia elettrica prelevata, genera il Contributo in Conto Scambio.

Contributo in conto scambio = Min [Cei,Oe] + Cus x Es

Dato che l’energia prelevata e l’energia scambiata vengono valorizzate tramite lo stesso controvalore, PUN, diviene cruciale il termine Cus x Es cioè il controvalore in euro restituiti per i servizi di rete quali il trasporto e il dispacciamento. Il Cus è tanto più alto quanto più è alto il valore dell’energia scambiata e questo permette allo scambio sul posto di essere conveniente. Quindi il contributo in scambio sul posto non è altro che l’energia scambiata moltiplicata la somma di due fattori: il PUN e il Cus.

Quindi Contributo in scambio sul posto = [Cus+PUN] x Es

La somma di Cus e PUN si avvicina al costo sostenuto per il pagamento dei kWh prelevati con una differenza che può variare dal 10 % al 30 % in meno. In questo modo tramite lo scambio sul posto si può ottenere la restituzione del costo della bolletta elettrica sostenuta per un ammontare che può variare dal 70 % al 90 %.

COME AVVENGONO I PAGAMENTI RELATIVI ALLO SCAMBIO SUL POSTO

I pagamenti effettuati dal GSE vengono corrisposti tramite due acconti semestrali di circa 1/4 del valore del contributo in conto scambio durante l’anno e un conguaglio annuale riferito ai dati dello scambio sul posto dell’anno precedente. Quindi praticamente nell’anno 2014 si pagano le bollette, si acquisiscono due acconti semestrali e nel 2015 (giugno) si percepisce il conguaglio dello scambio sul posto relativo all’energia scambiata nel 2014.

Nell’eventualità che l’energia immessa sia maggiore dell’energia prelevata, dato che entrambe vengono valorizzate con lo stesso coefficiente, PUN, si ha quel che viene definita una eccedenza. Questa eccedenza può essere liquidata in denaro (in occasione del conguaglio) oppure può essere riportata come “energia immessa aggiuntiva” per l’anno o gli anni successivi. Dato che l’impianto fotovoltaico viene progettato e dimensionato rispetto ai consumi dell’utente, se non si cambiano gli stessi consumi, è sempre conveniente farsi liquidare ogni anno le eccedenze in denaro. Va detto che tali eccedenze non sono parte dello scambio sul posto, ma sono una vera e propria vendita che il GSE effettua per noi al prezzo del PUN gli introiti delle eccedenze devono essere dichiarate nella dichiarazione dei redditi e quindi saranno decurtate rispetto allo scaglione di reddito IRPEF.

COSTO DELLO SCAMBIO SUL POSTO

Il GSE preleva automaticamente 15 Euro all’anno per impianti fino a 3 kWp, 30 Euro all’anno per impianti da 3 kWp a 20 kWp è 45 euro per impianti superiori a 20 kWp.