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Di Ferdinando Mazza (DFG Architetti)

 

L’Architettura dei luoghi di lavoro contribuisce attivamente al raggiungimento di elevati standard di benessere e qualità di vita, determinanti per il successo di ogni attività. Tali condizioni dipendono, da un lato, da fattori piuttosto oggettivi e misurabili,  come il benessere termo-igrometrico, la qualità dell’aria, il benessere visivo, la sussistenza dei requisiti di sicurezza; dall’altro, intervengono fattori più “astratti” che sono però determinanti nella configurazione di uno spazio davvero qualitativo. Tali fattori, che vanno quindi a costituire le caratteristiche di un’ Architetturaattiva, determinano la qualità architettonica di un luogo di lavoro – da un ufficio ad un capannone industriale, da un laboratorio artigianale ad uno studio tecnico, da un call center ad un magazzino – ed agiscono a livello sensoriale, emotivo e psicologico.

A partire dagli aspetti tecnici, la logica distributiva e l’organizzazione spaziale degli ambienti vanno a costituire la “rete infrastrutturale” dei flussi e delle dinamiche lavorative interne ad un’attività; in una determinata sede, la distribuzione interna dovrà rispondere, dal punto di vista funzionale, alle esigenze specifiche del lavoro svolto, mantenendo, dove possibile, la massima flessibilità e incentivando logiche di interrelazione, condivisione, e cooperazione tra i lavoratori, ed eventualmente gli utenti e il pubblico.

L’organizzazione distributiva e funzionale è strettamente collegata alla fruibilità e all’accessibilità degli ambienti, cioè alle modalità di utilizzo delle aree funzionali presenti e al grado di partecipazione alle attività che vi si svolgono. Ogni porzione dell’edificio deve essere accessibile a tutte le persone, giovani o anziani, con o senza disabilità; deve essere raggiunta facilmente, secondo logiche di minimizzazione dei percorsi, assenza di barriere (fisiche e psicologiche), facilità di orientamento; deve essere fruita in condizioni di completa sicurezza. Avvicinandoci sempre più allo spazio operativo del lavoratore, noteremo l’importanza di un altro fattore,l’ergonomia, cioè l’insieme delle caratteristiche tecniche e spaziali che influiscono sull’interazione tra l’uomo e l’ambiente di lavoro in relazione alle finalità dell’attività da svolgere. L’ergonomia non riguarda soltanto l’adattamento delle attrezzature di lavoro alle caratteristiche antropometriche ed anatomiche dell’individuo, ma si occupa soprattutto dell’organizzazione «a misura d’uomo» del lavoro, del suo contenuto e dell’ambiente in cui si svolge.

Le condizioni igienico-sanitarie del luogo di lavoro implicano delle particolari attenzioni sia in fase di progettazione architettonica / impiantistica, sia in fase di gestione della struttura. I fattori capaci di influire sulla salubrità degli ambienti sono molteplici, ed insieme assicurano la tutela della salute dei lavoratori. E’ dunque indispensabile valutare parametri riguardanti microclima, rumore,illuminazione, radiazioni e inquinamento indoor (chimico, fisico, biologico). I principali fattori di rischio in ambienti di vita sono riconducibili all’esposizione a fumo di tabacco ( monossido di carbonio, PM10, composti organici volatili), ossidi di azoto,  radon, amianto, polveri e idrocarburi policiclici aromatici, alle esposizioni ai prodotti di combustione delle stufe, impianti di riscaldamento e aformaldeide e VOCs derivante da mobili e prodotti per la casa. L’origine di patologie quali malattie respiratorie, polmoniti, raffreddori e allergie sono imputabili (negli ambienti indoor) alla presenza di microrganismi patogeni (batteri, funghi e virus), allergeni, pollini emuffe associati a esalazioni umane, mobili, tappeti, animali e umidità nei muri. Sono riconosciute specifiche malattie legate alla permanenza in edifici e locali non salubri quali la SBS (sick building syndrome) e la BRI (building related illness).

La salubrità di un ambiente lavorativo risponde all’esigenza di aumentare la motivazione dei dipendenti e risolve un problema molto diffuso e con un forte impatto socio-economico: l’assenteismo riconducibile a problematiche di salute.

In conclusione, il soddisfacimento dei requisiti tecnici e la sussistenza di elevati standard qualitativi in merito agli aspetti sopra descritti influiscono in modo determinante sul benessere, sulla qualità di vita, sulla qualità di lavoro traducendosi dunque in elevate prestazioni di produttività.