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Di Giuseppe Francone (DFG Architetti)

 

Un’ Architettura attiva è in grado di rispondere alle esigenze della società odierna, veloce e mutevole, in linea con le tendenze contemporanee e future ma anche in grado di trasportare valori senza tempo. E’ anche un’Architettura in cui si possono rileggere le tracce di una storia e di una cultura in cui una determinata comunità si riconosce e attraverso cui può riscoprirsi in continuazione. Un’ Architettura attiva si distingue dalla sua efficacia a scala collettiva ed individuale e si determina solo quando riesce ad innescare meccanismi di crescita e sviluppo sia per la società che per la singola persona.

L’Architettura è attiva se caratterizzata da una sfera formale, culturale e produttiva, come un vero e proprio organismo, dotato di una forma, e quindi di una forma di bellezza, relativa al raggiungimento di un determinato equilibrio evolutivo tra se stesso e l’ambiente circostante; dotato di una propria cultura relativa alla memoria “storica” sedimentata durante l’evoluzione temporale della comunità in cui nasce; con una sua vocazione allo svolgimento di una, o un insieme di attività per il progresso e la realizzazione di sé e del proprio gruppo sociale.

L’Architettura è attiva quando è tutto questo, cioè quando possiede una serie di requisiti che permettano al meglio lo svolgimento delle diverse attività umane per trasportare in sé dei valori, e soprattutto per produrne di nuovi. Ad esempio, nell’ambito residenziale, la qualità degli spazi contribuiscono alla serenità della sfera personale o familiare ma aiuta anche i singoli individui nella propria crescita spirituale; nell’ architettura di scuole, biblioteche o musei la cultura non viene solo contenuta e trasferita ma anche “inventata”; nell’architettura dei servizi e dei luoghi della produzione la qualità ambientale diventa un fattore distintivo di un ambiente lavorativo di successo.

Un luogo di lavoro “ostile” può portare a stati d’animo profondamente negativi, ad un malessere psico-fisico generale corrispondente, il più delle volte ad un significativo calo della produttività. La mancanza di condizioni igienico sanitarie e di sicurezza, così come un deficit negli standard di fruibilità, di ergonomia, di qualità architettonica e l’insufficienza di servizi che dovrebbero ruotare intorno alle esigenze del singolo lavoratore possono giocare un ruolo decisivo nel mancato successo di un’attività, almeno quanto l’adozione di politiche aziendali obsolete, statiche e non flessibili, come la mancanza di un senso di appartenenza e di coesione aziendale, come la presenza di conflitti personali, etc. etc…

L’ARCHITETTURA DEI LUOGHI DI LAVORO CONTRIBUISCE ATTIVAMENTE AL RAGGIUNGIMENTO DI ELEVATI STANDARD DI BENESSERE E QUALITA’ DI VITA, ATTRAVERSO LA CONFIGURAZIONE DI AMBIENTI SALUBRI, SICURI, ARMONICI ED EMPATICI.

Tali condizioni dipendono, da un lato, da fattori piuttosto oggettivi e misurabili, come il benessere termo-igrometrico, la qualità dell’aria, il benessere visivo, la sussistenza dei requisiti di sicurezza; dall’altro, intervengono fattori più “astratti” che sono però determinanti nella configurazione di uno spazio davvero qualitativo. Tali fattori, che vanno quindi a costituire le caratteristiche di un’ Architettura attiva, determinano la qualità architettonica di un luogo di lavoro – da un ufficio ad un capannone industriale, da un laboratorio artigianale ad uno studio tecnico, da un call center ad un magazzino – ed agiscono a livello sensoriale, emotivo e psicologico.

L’idea che sia opportuno, probabilmente indispensabile, creare ambienti di lavoro che promuovano il benessere è oggi sempre più compresa e condivisa. Questa consapevolezza, che inizia a riflettersi anche nelle nuove iniziative legislative, risponde alla necessità per le imprese di sviluppare, a livello internazionale, una competitività che si traduce concretamente nel migliorare il rapporto costi-benefici degli investimenti di Promozione della Salute / Benessere nei luoghi di lavoro e nel sostenere attivamente il trend di promozione della qualità totale in azienda.

I benefici per i lavoratori sono considerevoli e misurabili: essi infatti si traducono in una riduzione dei rischi occupazionali, in maggiore salute per gli addetti ai processi produttivi, in una maggiore soddisfazione sul lavoro e in un miglioramento complessivo della loro qualità di vita.